Fotografie narrate

Una delle regole base in fotografia è che le fotografie non devono essere spiegate. Si dice che se un fotografo è costretto a farlo, significa che la sua opera non riesce a comunicare ciò che lui ha voluto dire con quello scatto.
Nessuno pero ci ha mai detto che da una fotografia non si possa ricavare qualcos’altro e che magari non era nelle intenzioni del suo autore.
Non è detto che ad esempio non si possa ricavarne un racconto, una storia, una poesia.
E’ quello che insieme a Malù Lattanzi ho voluto fare, consegnando a lei lo scettro di scrivere delle storie sulle mie fotografie in questa pagina.
Buona lettura

Your best break. La tua migliore Pausa

Solo un anno fa. Torino. Il presagio di un tempo attuale in uno scatto
Pausa. Fermatevi. Pausa. Malinconia negli occhi persi oltre i riflessi di una vetrina fra libri di cucina …
“Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona, vedo glia amici ballare ma tu non sei qui con me…” “Corri pensiero… va’ da lui… e portalo da me. Vola pensiero digli che sono quella che sono. Un caso inconcepibile come ogni caso. Ma unica. Non ne trova un’altra come me, come io non troverò un altro come lui.” Nasciamo soli e pensiamo di essere un intero. E lo siamo. SIAMO UNICI E IRRIPETIBILI. Ognuno di noi è speciale! Siamo nati per sperimentare la nostra unicità. Possiamo condividere tante cose in comune, dai pensieri ai sentimenti alle emozioni ma poi rimarrà sempre qualcosa di profondamente nostro che non può essere di nessun altro.
 Ciò che fa sì che ognuno di noi sia diverso dall’altro!
Poi accade che incontri altri occhi, altre labbra e ti accorgi che ciò credevi UNO in realtà è mezzo. Che vivi, corri, lavori, fai pause, ma ti senti monca. La tua energia è potente solo quando unita alla sua esplode ed è allora che anche i ciechi vedono ciò che gli occhi non rimandano loro.
Che begli occhi hai ragazza. Che sguardo malinconico e assorto. Quanto sei bella. Sogna, anche se è giorno. Sogna un amore ballerino. Danza fra le sue braccia e condividi con lui il cammino. Il filo rosso lega i vostri sorrisi. I vostri piedi saltano su carboni ardenti. Giocatevi le vostre carte, tutte senza temere di perdere alla partita di un’esistenza vissuta appieno. Giocate “a carte scoperte”, ma celate il vostro prezioso cuore.
Silenzio. Fermi. Giù le carte. Sospeso. Respiro trattenuto.
Pausa. Fermati. L’indifferenza umana negli occhi. Non correre: “Mamma perché siamo qui?. Mamma ho freddo e questa stazione è in un luogo qualunque di un posto uguale a molti altri. Non esistono confini mamma ma una solo grande Universo. Non ho paura se sei accanto a me. Non importa come mi vedono gli altri. Mi hai insegnato che ciò che conta è come mi vedo io. Nulla è insuperabile. Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla. Mamma sorridi. Fa scaldare anche le mie mani ed il mio cuore intorno a quel bicchiere di tè.  Sorridi Mamma. Il sorriso dura un istante. Il suo ricordo può durare tutta la vita”
Torino. Cina. Mondo. Presagio. Pausa. Dice il saggio: “Che tu sia un re o un primo ministro, che tu sia un falco predatore o un timido passero, che tu sia libero di amore mistico o un pio eremita, finché non avrai conosciuto te stesso sarai solo un presuntuoso. Già! Guarda bene ora, guarda oltre ciò che pensi di vedere, lì proprio a fianco a te un’anima neanche troppo celata ti indica la via. Sta a te piccola seguirla. Noi grandi abbiamo perso la voglia di giocare. Noi grandi non sappiamo più ridere. Noi grandi non sappiamo accarezzare ne dire parole sincere. Ci vergognamo, taciamo e corriamo, corriamo, corriamo. QUESTI GRANDI, PICCOLA BIMBA DAGLI OCCHI CALDI D’ORIENTE NON SANNO PIÙ SOGNARE. MA TU SOGNA, SOGNA, VOLA ALTO DOVE SOLO TU SAI OSARE ARRIVARE. NON PORTI LIMITI NON FARTI SOFFOCARE, NON FARTI TOGLIERE IL RESPIRO NEMMENO DA UN PULVISCOLO APPICCICATO AI POLMONI!”
Ascoltate BAMBINE, ascoltate! Dall’altoparlante Vecchioni canta:
E ti diranno parole rosse come il sangue

Nere come la notte


Ma non è vero, ragazzo


Che la ragione sta sempre col più forte


Io conosco poeti


Che spostano i fiumi con il pensiero


E naviganti infiniti


Che sanno parlare con il cielo


Chiudi gli occhi, ragazzo

E credi solo a quel che vedi dentro


Stringi i pugni, ragazzo


Non lasciargliela vinta neanche un momento


Copri l’amore, ragazzo


Ma non nasconderlo sotto il mantello


A volte passa qualcuno


A volte c’è qualcuno che deve vederlo

Sogna, ragazzo sogna


Quando sale il vento


Nelle vie del cuore


Quando un uomo vive


Per le sue parole


O non vive più

Sogna, ragazzo sogna


Non lasciarlo solo contro questo mondo


Non lasciarlo andare sogna fino in fondo


Fallo pure tu

Sogna, ragazzo sogna


Quando cade il vento ma non è finita


Quando muore un uomo per la stessa vita


Che sognavi tu

Sogna, ragazzo sogna


Non cambiare un verso della tua canzone


Non lasciare un treno fermo alla stazione


Non fermarti tu

Lasciali dire che al mondo


Quelli come te perderanno sempre


Perché hai già vinto, lo giuro


E non ti possono fare più niente


Passa ogni tanto la mano


Su un viso di donna, passaci le dita


Nessun regno è più grande


Di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte


Che attraversa i muri per farsi vedere


La vita è così vera


Che sembra impossibile doverla lasciare


La vita è così grande


Che quando sarai sul punto di morire


Pianterai un ulivo


Convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna


Quando lei si volta


Quando lei non torna


Quando il solo passo


Che fermava il cuore


Non lo senti più

Sogna, ragazzo, sogna


Passeranno i giorni


Passerà l’amore


Passeran le notti


Finirà il dolore

Sarai sempre tu

Sogna, ragazzo sogna


Piccolo ragazzo


Nella mia memoria


Tante volte tanti


Dentro questa storia


Non vi conto più


Sogna, ragazzo, sogna


Ti ho lasciato un foglio


Sulla scrivania


Manca solo un verso

 a quella poesia


Puoi finirla tu

TORNA FRA NOI VITA. Sii testimonial di nuovi percorsi e di segni indelebili di ciò che non può più essere. Ridacci la speranza perché se non potremo correre impareremo a volare.
Malù Lattanzi