Chi c’è dietro l’obiettivo (o meglio, dietro la macchina del tempo)?
Dicono che una foto valga più di mille parole. Meno male, perché se dovessi scrivere tutto quello che ho visto dagli anni ’80 a oggi, questo sito web finirebbe lo spazio sul server.
Ho iniziato a scattare per puro diletto quando i rullini avevano 24 o 36 pose, il “controllo di qualità” si faceva dopo tre giorni dal fotografo sotto casa, e l’intelligenza artificiale era solo un film di fantascienza al cinema. Da allora non ho più smesso, anche se oggi fortunatamente non devo più vendere un rene per comprare i reagenti per lo sviluppo.
Il mio mondo è in Bianco e Nero (letteralmente)
Se stai cercando tramonti infuocati color arancione evidenziatore o mari così azzurri da sembrare finti, sei nel posto sbagliato.
Prediligo il bianco e nero. Penso che i colori a volte si prendano troppe libertà, distraendo da quello che conta davvero: la luce, le ombre, la geometria di un istante. E poi, ammettiamolo, il bianco e nero fa subito sembrare tutto incredibilmente intellettuale ed elegante, persino un cassonetto della spazzatura all’angolo della strada.
Dalla giungla urbana al palcoscenico
I miei generi d’elezione si dividono tra la totale anarchia della strada e il controllo millimetrico del teatro:
- Street Photography & Reportage: adoro camminare, osservare e catturare l’umanità senza che se ne accorga. Pratico l’arte del “furto visivo” legalizzato. Fotografo le persone nella loro quotidianità, i dettagli invisibili e le stranezze della vita urbana. Se mi vedi in giro con la fotocamera all’occhio, non stare in posa: hai già rovinato lo scatto.
- Fotografia di Teatro: negli anni mi sono specializzato nel catturare il dramma (e la commedia) sul palco, collaborando con diverse compagnie e associazioni culturali. Il teatro è il luogo perfetto per chi ama il bianco e nero: luci taglienti, ombre profonde, attori che sudano e scenografie che prendono vita. Fotografare a teatro significa anticipare la battuta, prevedere il movimento e, soprattutto, imparare a scattare senza far rumore per non farsi cacciare dal regista. Adoro anche fotografare il backstage: il trucco e il parrucco, l’ansia, l’adrenalina degli attori prima di andare in scena, il “merda, merda” finale.
Alla fine, che si tratti di un attore che recita Shakespeare o di un passante che rincorre l’autobus sotto la pioggia, il mio obiettivo è sempre lo stesso: fermare un briciolo di verità. Possibilmente, prima che finisca la batteria.
Se hai un progetto teatrale da documentare, una storia da raccontare attraverso un reportage o se vuoi semplicemente fare due chiacchiere sulla grana fotografica, scrivimi. Prometto che rispondo, e prometto che non userò i filtri di Instagram.
